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Progetto BioMAN

La storia del "Polo Chimico" di Mantova è caratterizzata dalla progressiva perdita di competitività dell'industria basata su combustibili fossili, con una attuale forte perdita di posti di lavoro e potenziale impatto ambientale.

Data Pubblicazione:
29 Settembre 2020

Progetto BioMAN

Biovalorizzazione del Distretto chimico di Mantova attraverso la pianificazione di una filiera di approvvigionamento non food e la riconversione a bio-prodotti

La storia del “Polo Chimico” di Mantova è caratterizzata dalla progressiva perdita di competitività dell’industria basata su combustibili fossili, con una attuale forte perdita di posti di lavoro e potenziale impatto ambientale. In conseguenza delle scarse prospettive di successo delle industrie tradizionali, e con l’emergere di alternative sostenibili legate alla green-economy, si è progressivamente determinato un movimento d’interesse verso lo sviluppo di nuove iniziative industriali più eco-compatibili e sostenibili, basate su materie prime vegetali, prodotte nelle aree limitrofe, con le potenzialità logistiche esistenti rappresentate dal porto fluviale, dalla via d’acqua e dai collegamenti ferroviari. Inoltre, il passaggio ad un modello industriale di bioraffineria, indipendentemente dai prodotti finali della biotecnologia, richiede a monte sia una fonte stabile (in termini di disponibilità e prezzi) di biomassa sia di evitare la competizione con i terreni destinati attualmente alle produzioni food e feed. Elementi questi tutti presenti nell’area considerata.

Obiettivi

Il principale scopo del progetto è studiare e predisporre un piano di approvvigionamento di biomassa nell’arco dell’anno in regime di filiera corta (70 km intorno a Mantova) da utilizzare come materia prima di natura ligno-cellulosica per una bioraffineria di seconda generazione, ipotizzando processi di conversione biotecnologica a bioetanolo, biometanolo, xilitolo e bio-prodotti (bio-pannello truciolare, biochar), il riutilizzo di lignina ed effluenti salini e la produzione di sottoprodotti ad alto valore aggiunto (polifenoli, tannini, zuccheri, ed altri elementi a potenziale accesso per il mercato nutraceutico).

Strategie

Per superare i problemi connessi al cambiamento di destinazione d’uso della terra e la competizione tra colture food e non food, verrà seguito un approccio olistico, ricorrendo alla raccolta di residui colturali con poco o nullo impiego nelle filiere agricole (stocco di mais, cime di pioppo e paglia di riso), alla coltivazione di specie non food perennanti (Arundo donax e short rotationforestry di pioppo) su terreni esposti in passato a inquinamento industriale, con finalità di fitorimediazione, o a residuati territoriali. Verrà anche reimpiegata la flora spontanea delle aree umide, secondo i piani di gestione autorizzati secondo le attuali opportunità offerte dal Decreto “bioraffinerie”. Saranno valorizzate modalità logistiche di approvvigionamento e di stoccaggio a basso impatto ambientale e a basso fabbisogno energetico, anche in considerazione della domanda locale di bio-prodotti come per il distretto del legno o per industrie bio-based per l’ulteriore creazione di economie circolari.
Le biomasse saranno processate, a scopo dimostrativo, per la produzione di bioetanolo/biometanololingo-cellulosico,xilitolo, pannello truciolare leggero, biochar, e l’estrazione di fitocomplessi.

Risultati

Verrà adottato un nuovo processo di produzione di bioetanolo/biometanolo che, insieme alle prospettate nuove produzioni (xilitolo, pannello, biochar, ecc.), costituirà un’opportunità di sviluppo di nuove iniziative industriali nel Mantovano e limitrofi. Il territorio sarà direttamente impegnato nella produzione primaria e saranno valorizzate infrastrutture altrimenti destinate all’abbandono.

Descrizione

Sarà garantito il più completo riutilizzo dei coprodotti e degli effluenti, per una sostenibilità anche ambientale dell’iniziativa progettuale. Tutte le fasi del progetto saranno monitorizzate sotto il profilo energetico per dare pieno significato economico all’iniziativa.

Partenariato

  • Polimi – Dipartimento di Chimica, Materiali e Ingegneria Chimica (capofila)
  • Provincia di Mantova
  • Centro di Ricerca e Trasferimento Tecnologico AGIRE
  • INSTM – Consorzio Interuniversitario Nazionale per la Scienza e Tecnologia dei Materiali
  • Consorzio Italbiotec

Durata del progetto

Data inizio      02 febbraio 2015
Data fine         31 luglio 2016

Il progetto è cofinanziato dalla Fondazione Cariplo

Date del progetto

Incontro marzo 2015 con associazioni categorie agricole.

Presentazione

 

Ultimo aggiornamento

7 Dicembre 2020, 22:50