Mercoledì, December 12, 2018

Valorizzazione energetica derivante da potature

Il progetto cerca di dare una valorizzazione energetica alle biomasse recuperate dai processi di potatura arborea sul territorio.

La raccolta differenziata in provincia di Mantova ha raggiunto un quantitativo annuo pari a 95.264 ton. e rappresenta il 42,88 % del totale dei rifiuti. Circa il 40 % del differenziato è rappresentato dalla raccolta di sfalci e potature per un ammontare complessivo di 37.349 ton.

Ipotizzando una separazione tra sfalci e ramaglie da potatura si può ritenere che quest’ultime rappresentano un quantitativo, già al netto delle perdite di umidità, pari ad almeno 5.000 ton. Trattasi di materiale ligneo che, opportunamente lavorato e stoccato, potrebbe costituire una importante risorsa da valorizzare energeticamente. Il progetto mira pertanto al recupero di detto materiale proveniente dalla raccolta rifiuti operata dalle varie amministrazioni comunali consentendo loro di raggiungere pertanto un duplice obiettivo:

  • trasformazione di un rifiuto in risorsa energetica;
  • contenimento dei costi di smaltimento rifiuti relativamente alla frazione di biomasse da avviare alla produzione di energia.

Tale opportunità è ancora più significativa se si considera che quattro amministrazioni comunali della provincia di Mantova hanno realizzato o stanno per realizzare impianti finalizzati alla produzione di energia termica e/o elettrica grazie all’utilizzazione delle biomasse.

Appare quindi interessante l’opportunità di organizzare in modo razionale la raccolta e lo stoccaggio delle ramaglie al fine di fronteggiare una domanda di biomassa (fino ad oggi stimata in misura pari a 1700 t/anno), e che si prevede crescente nel tempo, per processi di combustione a fini energetici. In questo contesto si evidenzia come tale ipotesi progettuale sia in perfetta sintonia con il progetto Fo.R.Agri. (Fonti Rinnovabili in Agricoltura) che la Provincia di Mantova, nel 2005, ha sottoscritto con la Regione Lombardia nell’ambito di un Accordo Quadro di sviluppo Territoriale. Detto progetto mira a sviluppare il ricorso alle fonti energetiche rinnovabili e, in questo ambito, la valorizzazione energetica delle biomasse ne costituisce un tassello fondamentale.

A testimonianza di quanto ora affermato si cita il caso del comune di Quistello, per l’installazione di una centrale di microcogenerazione - progetto Stirling - e l’implementazione di una microfiliera legnoenergia presso l’Istituto Tecnico Agrario di Palidano di Gonzaga (MN) – progetto biomasse - : una vecchia caldaia a gasolio è stata sostituita da una più moderna caldaia a cippato che, a sua volta, verrà alimentata grazie alla coltivazione dedicata di Miscanthus nonché dalle ramaglie provenienti dalla pulizia del parco della scuola.

Tutte le citate progettualità, potenziali e reali, fanno parte infine del redigendo Programma Energetico Provinciale che intende sostenere, tra le varie iniziative, lo sviluppo sul territorio di fattivi esempi di produzione locale di energia da fonti rinnovabili.

 

AGGIORNAMENTI NORMATIVI

Secondo le novità ambientali approvate dal senato alle legge di conversione del D.L. n°2/2012, recante norme in materia ambientale ed in particolare la modifica dell'art. 185 del D.lgs. n°152/06 e smi, si aggiorna con il seguente testo:

"All'art. 185, comma 1, lettera f) del D.lgs. n°152/06 e smi, le parole da - per la produzione - fino a - biomassa - sono sostituite con le seguenti: -, ivi inclusi in tal caso quelli derivanti dalla manutenzione del verde pubblico e privato semprechè soddisfino i requisiti di cui all'art. 184 bis, per la produzione di energia da tale biomassa, in ogni caso",  e quindi gli sfalci e potature da aree verdi pubbliche e private restano rifiuti (urbani) organici biodegradabili vegetali (CER 20.02.01) e quindi continuano a rientrare nel campo di applicazione della parte quarta del D.lgs. n°152/06 e s.m.i.

Il testo sopra richiamato, seppure con l'intento di dare precisa definizine alla biomassa, non veniva modificato in fase di conversione del D.L.., incorrendo in alcune contraddizioni interpretative e normative, che avrebbero reso difficilmente applicabile la possibilità di considerare biomasse destinate alla produzione di energia, i suddetti residui. 

L'art. 184 bis infatti si riferisce alla definizione e regolamentazione dei sottoprodotti, che per essere tali e quindi "non rifiuti" devono soddisfare le condizioni riportate ai punti a), b), c) e d) dello stesso articolo.

Ma il punto a) precisa che l'oggetto o il bene deve essere sottoprodotto originato da un processo di produzione. Pertanto, consoderato che la manutenzione del verde (ora pubblico e privato) non è considerata un processo di produzione, il conferimento delle potature arboree da manutenzione di verde è nuovamente inibito.

Al momento, "processo di produzione" potrà essere solo quello finalizzato alle attività agricole, quali la silvicoltura, l'attività floricolturale e vivaistica, la manutenzione aree agricole o del verde aziendale, le potature degli alberi da frutta o delle piante dei rivali.....(Art. 185, comma 1, punto f) del D.lgs. n°152/06 e smi), i cui residui sono già esclusi dall'ambito di applicazione della parte quarta del D.lgs. n°152/06 e smi :quindi questi ultimi non sono rifiuti ma biomassa conferibile alla piazzola.

 


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